Cronaca

Sulle banche la percezione della gente è di sfiducia anche per la mancanza di trasparenza

Che le banche oggi abbiamo un calo di popolarità, soprattutto nella classi medio basse non è un mistero e che le stesse siano spesso nominate a livello governativo e pure dall’opposizione per i loro extraprofitti, non è altrettanto un fatto da tenere segreto.

Infatti per i non più giovani, andando indietro solo di una ventina di anni, le banche di allora erano ben altro. Erano quelle che se avevi un’idea potevi anche esporla e ottenere quel finanziamento che ti cambiava la vita con lavoro e responsabilità.

Oggi è cambiato tutto il rischio è solo tuo poiché le garanzie che le banche chiedono sono tali che difficilmente un giovane volonteroso riesce ad ottenere un prestito per iniziare l’attività desiderata.

Attualmente le banche sono altra cosa, sono imprese che fanno business, ovviamente con i soldi dei depositi degli utenti e sono a disposizione quasi esclusivamente della grande finanza.

Le possibilità bancarie di una volta non ci sono più, almeno in Italia a differenza di tanti altri paesi nel mondo, dove le banche d’affari aiutano ancora i clienti a mettere in piedi un’attività commerciale o industriale.

Oggi iniziamo una serie di articoli dedicati a quanto succede nel mondo “privato e oscuro” delle banche, riconosciute universalmente il potere più importante, cioè quello economico, certamente più considerevole anche di quello politico e via dicendo.

Le banche hanno i nostri soldi, è il luogo dove viene versato lo stipendio, la pensione, il pagamento delle fatture, etc etc etc.

Si può certo dire che lavorano e guadagnano grazie ai nostri soldi.

Adesso diamo la possibilità di leggere un’interpellanza parlamentare del 2022, a cui pare nessuno abbia mai dato risposta, come ci confermano le nostre ricerche.

La pubblichiamo perché la legge ce lo permette, infatti le interpellanze parlamentari sono atti pubblici e documenti ufficiali dello Stato e quindi si possono pubblicare ed esaminare liberamente.

GZ