Cronaca

Responsabilità dei soci nelle associazioni no profit

Tutti conoscono le associazioni sportive e le Pro Loco, fanno parte della nostra vita le prime e di molte delle nostre estati le seconde, grazie alle sagre patronali a cui abbiamo partecipato, conoscendo e assaporando le prelibatezze del territorio.

Quindi tutti, chi più chi meno, hanno avuto contatti con le associazioni sportive, chi per i figli, chi per i nipoti, chi per passione propria e chi perché ha iniziato in gioventù come atleta e ha poi continuato a frequentare l’associazione sportiva come dirigente, sempre legato con il cuore a quei colori.

E chi non ha partecipato come socio soprattutto nelle piccole realtà paesane dandosi da fare con le molteplici attività turistiche ed enogastronomiche delle Pro Loco?

Tutti però si sono chiesti come la legge considera la partecipazione dei soci all’interno delle associazioni no profit.

Semplice, la legge prevede che il socio non ha responsabilità o comunque molto limitate rispetto al direttivo che organizza ed attua le decisioni per il funzionamento dell’associazione.

Ebbene questo è chiaro, ma sapete com’è la legge, c’è sempre una precisazione e un’interpretazione. Mettiamo il caso che il Presidente o qualcuno del direttivo chieda ad un socio o a tutti i soci di aiutare l’associazione ad organizzare l’allestimento di una sagra.

Ci sono i tavoli da sistemare, le seggiole, a volte anche i tendoni per ripararsi dal vento e dalla pioggia, poi la cucina, il servizio ai tavoli, e la pulizia finale. Non si è mai finito di lavorare e bisogna essere in tanti.

Nessuno dirà di no, sono tutti volontari, e qui scatta la responsabilità, perché se la sagra va male e subisce un default, bisogna far fronte al passivo, e se paga uno solo va tutto bene, altrimenti il debito viene spalmato e distribuito fra tutti coloro che hanno partecipato.

Sì perché se viene testimoniato che il socio ha dato la classica “mano” in aiuto all’organizzazione, significa che questo socio ha partecipato e quindi per aver aiutato si trova correo all’evento, sia in senso buono se le cose vanno bene sia in senso spiacevole se le cose vanno male e quindi si trova coimputato.

Cosa fare allora? Innanzi tutto prima di associarsi bisogna chiedere l’Atto Costitutivo e lo Statuto di qualsiasi associazione, poi, visti gli atti ed in base a quanto che si è letto, presentare una dichiarazione redatta da un legale per evitare la correità in caso di mal funzionamento delle iniziative.

Non si sarà comunque in una botte di ferro perché se si dovesse andare in tribunale, tutto dipenderà da quello che verrà prodotto nell’iter delle udienze e alla fine dall’interpretazione del Giudice, ma una dichiarazione in quel senso è già qualcosa.

C’è anche da dire che sono poche le situazioni in cui si evidenziano serie criticità. Generalmente le cose vanno bene ma occorre essere previdenti e mettere all’inizio subito le cose in chiaro con il direttivo facendo verbalizzare che i soci aiutanti non sono responsabili di eventuali passività, e anche questo e già un atto importante per dimostrare che i soci volontari non sono responsabili di eventuali default.

Mi spiace ma questo è quanto, c’è da meditare no?

Gz

(Articolo visionato dal nostro legale)