Cronaca

Bello e caro porto di Genova

Per avere una prima visione del porto di Genova e del cuore primitivo dello stesso, è consigliato accedere alla spianata di Castelletto, un quartiere situato sulle alture di Genova.

Tanti turisti affollano la spianata specialmente nei weekend. Se la giornata è tersa si può godere un fantastico panorama dal promontorio di Portofino fino a Capo Mele.

Il nucleo iniziale del porto è sotto i vostri occhi e se si fa un viaggio nel tempo nell’ormai lontano medioevo, si può immaginare la forza lavoro, uomini forti che caricano e scaricano le mercanzie arrivate dalle colonie del mediterraneo.

A proposito gli uomini forti sono i Camalli storici lavoratori e scaricatori del porto di

Genova. La parola camalli deriva dall’ arabo hammal che significa portatore o faticatore.

Nella città si potevano vedere arabi, mori, tartari, etc. provenienti dal medio oriente o estremo oriente che hanno sempre convissuto con i genovesi in pace.

Naturalmente sono le famiglie altolocate che sono delegate all’amministrazione della città con evidenti contrasti con il popolo, per cui decidono di porre fine ai contrasti con l’elezione del primo doge. Un corsaro avventuriero tal Simon Boccanegra eletto nel 1339 (a proposito da questo personaggio ha tratto ispirazione Giuseppe Verdi per l opera relativa) .

Da li la tradizione dei dogi simile a Venezia acerrima nemica della repubblica genovese nella conquista dei mercati in tutto il mediterraneo. Per curiosità una traccia della repubblica genovese è Istanbul con la torre Galata al centro dell’ omonimo quartiere. Anche a Carloforte sull’ isola di San Pietro (Sardegna) si parla ancora genovese. E’ interessante sapere la storia di quei genovesi che fondarono una colonia in Tunisia nel 1543 a Tabarca per la pesca del corallo che passò un anno dopo sotto il controllo della nobile famiglia dei Lomellini (una Lomellini è stata la madre di Giuseppe Mazzini).

Nel 1744 con la fine del corallo e le invasioni della Tunisia una parte della popolazione si trasferì con l’autorizzazione del re Carlo Felice sull’ isola di San Pietro.

Tuttavia le fortune della città le hanno fatte le famiglie dei Doria, degli Spinola, dei Grimaldi, dei Pallavicino e dei Balbi patriziato genovese che si dedicavano alla finanza e ai commerci internazionali nei secoli d’oro della repubblica.

Concludendo l apice si ebbe con El siglo de los Genoveses massimo periodo di splendore culturale politico economico iniziato nel 1528 con Andrea Doria che si legò al re di Spagna Carlo V.

Le famiglie nobili finanziavano la corona spagnola anticipando denaro tramite lettere di cambio e gestendo i flussi dei metalli preziosi.

Le nefaste conquiste nel sud America di Pizzarro, Cortez sanno tanto di…..basilico!

IL porto però é ritornato centrale per la città di Genova con i suoi cantieri navali che sono senz’altro all’avanguardia e ricercati per progettazione e costruzione di ogni tipo di nave con nomi di prestigio internazionale. I cantieri privati sono nella zona di levante vedi Mariotti e San Giorgio per allestimenti e riparazioni.

Il porto si avvale di 5 bacini di carenaggio e attualmente si è alla ricerca di nuovi spazi. Le odierne navi per da crociera per esempio ormai sono nell’ordine dei 300 metri di lunghezza e gli attuali bacini non le possono più contenere per eventuali lavori di refitting.(ristrutturazione). Da anni si parla di un nuovo bacino adatto allo scopo.

A ponente a Sestri Ponente, delegazione di Genova,opera Fincantieri con un portafoglio lavori cospicuo che prosegue sino a Pra con la movimentazione dei container. Pensate al terminal di PSA ci sono in questi giorni due mega navi da 400 metri, una di Cosco e una di Maersk , navi da 20.000 teu (container) .

Non bisogna dimenticare i cantieri navali Ansaldo che nel dopoguerra hanno contribuito a far conoscere la marineria italiana con la costruzione di 3 splendidi transatlantici (allora si chiamavano cosi le navi che raggiungevano gli Stati Uniti).Sono l’Andrea Doria affondata nel 1956 dopo l’urto con lo Stockolm e le gemelle Michelangelo e Raffaello che dopo una carriera di 10 anni sono state cedute all’Iran ai tempi governato dallo Scià persiano Reza Palavi, con l’ intento di farvi soggiornare gli ufficiali e i militari .Entrambe distrutte la Michelangelo demolita in Pakistan e la Raffaello colpita e affondata durante il conflitto Iran Iraq .

Insomma il porto è più vivo che mai e, non c’e’ famiglia genovese in cui non vi sia un componente che abbia lavorato o lavori ancora in tale ambito.

Ro.Al