Cronaca

Le 17 piante velenose e scenografiche da evitare nei nostri giardini e balconi

ATTENZIONE AI FIORI E ALLE PIANTE VELENOSE NEI NOSTRI GIARDINI E BOSCHI

Le abbiamo intorno a casa e nei giardini pubblici, lungo le autostrade e lungo le staccionate. Fanno bella mostra di sé nei balconi di case e di ville attirando la nostra attenzione per i colori e i profumi.

Sono belle alla vista e alcune pure profumate, ma non dimentichiamolo mai possono anche essere letali.

E ovviamente non ci sono cartelli per attenzionare gli ignari.

Soprattutto per far sapere ai bambini e agli animali la pericolosità di certe piante.

Vediamo come sono le 17 piante velenose e scenografiche da evitare.

In autunno spesso si mettono a dimora piante e bulbi, dobbiamo fare attenzione però perché il bello spesso non è sinonimo di sicuro, infatti molte piante e fiori nascondono insidiosi pericoli per umani e animali.

In ordine alfabetico elenchiamo lE piante più dannose per noi e per i nostri amici cani e gatti.

Aconito

(Aconitum napellus) Nel folklore noto come “Strozzalupo” (poiché usato in antichità per avvelenare esche carnivore) o “Elmo di Giove” per la forma dei suoi bellissimi fiori blu, l’aconito è tra le piante più velenose d’Europa. Contiene l
’aconitina, una neurotossina talmente potente che un tempo veniva spalmata sulle punte delle frecce da guerra. Può essere assorbita anche solo maneggiando la pianta senza guanti, provocando un immediato formicolio che si trasforma rapidamente in paralisi respiratoria e cardiaca.


Belladonna (Atropa belladonna). Il nome deriva dal greco e dagli effetti letali che provocano l’ingestione delle sue bacche. Nel giardino fa bella mostra di sé e le sue bacche nere e lucenti sono un buon invito per bambini e animali. Nel medioevo erano usate dalle dame come collirio per far diventare le pupille degli occhi più grandi e lucenti. Poche bacche sono sufficienti per creare sintomi di allucinazioni, confusione mentale, tachicardia e coma.


Caladium, ci sono varie specie di differenti colori. Detta anche “orecchio di elefante”, alcune presentano foglie grandi di formato a cuore con varie sfumature colorate. Appariscente e spettacolare in casa e sui terrazzi. Le foglie contengono cristalli di ossalato di calcio che, se masticate, determinano dolori intensi alla bocca con ingrossamento di lingua e labbra e conseguente difficoltà a deglutizione.


Colchico d’autunno (Colchicum autumnale) soprannominato anche falso zafferano o zafferano bastardo. Da non confondere con il crocus tardivo, dai fiori lilla raffinati ed elenganti nelle stupende fioriture settembrine. Questo fiore contiene colchicina, un alcaloide molto velenoso che causa importanti dolori addominali con vomito oltre a danni generali in persone e animali.


Digitale purpurea (Digitalis purpurea). Famosa anche per il titolo di una poesia di Giovanni Pascoli. Bellissima e stupenda nella sua conformazione a spighe altissime con fiori a campanella. Se tanto è bella è anche però anche una vera sciagura esplosiva per il cuore. Porta in fiori e foglie composti di farmaci digitali, che in dosi non controllate possono essere mortali.


Glicine (Wisteria Nutt.) Si tratta di una pianta tra le più belle e ricercate. I suoi fiori pendono a grappolo e abbelliscono staccionate, ringhiere e Balconi. Si avvolge a qualsiasi cosa vicina sia in senso orario che Antiorario. I fiori hanno colore viola, rosa o bianchi. La fioritura generalmente avviene in primavera ma anche in tarda estate. I frutti del glicine sono dei legumi che contengono semi velenosi, ma tutte le parti della pianta contengono una sostanza denominata saponina e dal nome scientifico wisterina. E’ fortemente tossica se ingerita e può causare confusione con problemi di linguaggio, vertigini, nausea e vomito con dolori di stomaco, diarrea e collasso. La maggior concentrazione della saponina è nei semi e le cronache riferiscono che i semi di glicine hanno determinato molti avvelenamenti in bambini e animali domestici.


Ipomea (Ipomoea spp.). Si tratta di un rampicante molto bello che ricopre ringhiere e recinzioni. I fiori viola o blu con tonalità a scemare, sembrano piccole trombette. Non solo i semi contengono alcaloidi che possono provocare diarrea, nausea e a grandi dosi allucinazioni e ansietà.


Maggio ciondolo (Laburnum anagyroides)Stupendo albero da parco, in primavera e in genere a maggio fiorisce con grappoli penduli (fino a 25 cm,) di colore giallo oro, molto profumati. La sua bellezza non deve però, ammaliare perché si tratta di una pianta estremamente velenosa per umani e giovani animali, cani, cavalli e capre. Considerata anche pianta magica perché lepri, conigli e cervi la possono mangiare senza effetti.


Mughetto (Convallaria majalis). E’ una pianta erbacea perenne e profumata. I suoi fiori bianchi ornano spesso i bouquet delle più importanti ricorrenze. Tutte le parti, della pianta, inclusi i fiori recisi, contengono glicosidi cardiaci. L’ingestione di bacche o foglie può determinare aritmie e nausee e in alcuni casi estremi anche il decesso.


Narciso (Narcissus pseudonarcissus) prende il nome da un personaggio della mitologia greca. E’ una bulbosa amatissima in vaso e in giardino. Ma nei bulbi si concentra la licorina, responsabile di forti disturbi gastrointestinali e, se ingerita in quantità, anche di crampi e convulsioni. Anche il solo contatto con il succo dei bulbi può irritare la pelle sensibile


Oleandro (Nerium oleander). E’ bellissimo ma è considerato in assoluto il fiore più velenoso del mondo. Lungo le autostrade, soprattutto quella denominata “dei fiori”, i bordi sono fatti da migliaia di piante di oleandro. Straordinario arbusto quando in fiore, ideale per le siepi ornamentali e da tenere in grandi vasi. E’ un simbolo del Mediterraneo. Attenzione però perché tutte le parti di questa magnifica pianta sono pericolose contenendo glicosidi cardiaci. L’ingestione anche in minima parte può causare gravi disturbi neurologici e cardiaci nelle persone e pure nei nostri amici cani e gatti.


Ortensia (Hydrangea) meravigliosa pianta da giardino o da vasi. Anche questo fiore tanto è bello quanto occorre avere attenzione poiché tutte le parti della pianta non vengano ingerite in eccessive quantità. Infatti contengono varie tossine anche se in basse concentrazioni. Infatti oltre all’acido cianidrico, le ortensie contengono idrangina, idrangenolo e saponine. I globuli rossi vengono distrutti dell’acido cianidrico con la conseguenza che non possa più essere trasportato ossigeno. Grandi quantità possono portare a soffocamento e convulsioni e, nel peggiore dei casi, perdita di coscienza o morte per insufficienza cardiaca.


Pimpinella Anche questa è una bella pianta, imponente con grandi ombrelle bianche. La si può trovare ai margini degli orti e dei giardini. Staccando i rami o i fiori si può toccare la linfa che a contatto con la pelle e con il sole può provocare serie ustioni e dolorose vesciche. Le conseguenti macchie possono restare sulla pelle per molto tempo addirittura mesi.


Rododendro e azalea (Rhododendron spp.). In montagna il rododendro è un classico che fa parte del palcoscenico naturale, sia nei giardini che lungo i prati ed i boschi. Lo si trova anche in grandi vasi. E che dire delle azalee. Le foglie di queste piante contengono una sostanza chiamata grayanotossine che causa una forte salivazione e vomito, una conseguente debolezza associata a difficoltà di respirazione. In alcuni casi sia umani che animali hanno denunciato stati comatosi.


Tasso comune (Taxus baccata). Il tasso è una conifera usata per siepi divisorie come spesso si vedono nei cimiteri. Le foglie sono aghi scuri e i frutti bacche rosse molto decorative. Sia i semi che le foglie sono altamente tossici. L’ingestione può provocare vertigini con tremori, aritmie di cuore improvvise e arresto cardiaco. Il tutto può verificarsi con sintomi spesso senza visibili sintomi segnalatori.


Vischio (Viscum album). Il verde classico delle decorazioni natalizie, appeso a porte e a lampadari con l’invito al bacio tra le coppie è certo di buon augurio, ma non lo sono le bacche e le foglie che

presentano una grave tossicità sia nei bambini che nei cani e nei gatti. Ingerirne anche poche quantità possono causare vomito e dolori addominali, cali della pressione con relativi problemi cardiaci.

UNANIMI LE COSE DA FARE E DA NON FARE IN CASO DI CONTATTO DI INGESTIONE DELLE PIANTE DI CUI SOPRA

Non attendere le manifestazioni dei sintomi.

Lavare bene e sciacquare con acquafrescapelle e occhi esposti alla linfa e tenere la persona a riposo. Non provocare assolutamente il vomito per non far ripassare le tossine caustiche lungo l’esofago o farle inalare nei polmoni.

Non intervenite con i rimedi delle nonne latte, alcol, etc.

Contattate immediatamente il Centro Antiveleni o il 112, descrivendo le coordinate della persona età, peso, quantità presumibile ingerita.

E’ importante dare un campione della pianta o anche una buona fotografia chiara e nitida.

A cura di GZ