Cronaca

SLAPP Legge anti bavaglio

Facciamo un po’ di chiarezza.

La SLAPP non è come suggerisce l’onomatopeico acronimo, una slappata o se si preferisce una leccata per favorire un appoggio o una protezione.

E’ semplicemente e solo un acronimo che significa Strategic lawsuit against public participation cioè un’azione legale strategica contro la partecipazione pubblica.

In sostanza è la legge antibavaglio che dovrebbe essere approvata dal Parlamento.

Wikipdia lo spiega tutto bene, riportiamo integrali alcuni passi: l’articolo 10, paragrafo 3 del Trattato sull’Unione Europea (TUE) stabilisce che ogni cittadino ha il diritto di partecipare alla vita democratica dell’Unione. La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea («Carta») prevede, tra gli altri, il diritto alla libertà di espressione e d’informazione, che include il rispetto della libertà e del pluralismo dei media. Il diritto alla libertà di espressione e d’informazione sancito dall’articolo 11 della Carta include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera.

A tal proposito, nella sua risoluzione dell’11 novembre 2021 sul tema «Rafforzare la democrazia e la libertà e il pluralismo dei media nell’UE», il Parlamento europeo ha invitato la Commissione a proporre un pacchetto di misure vincolanti e non vincolanti per affrontare il crescente numero di azioni legali strategiche tese a impedire, bloccare o scoraggiare la partecipazione pubblica («SLAPP» – Strategic lawsuit against public participation) da parte di giornalisti, editori, organizzazioni dei media, informatori e difensori dei diritti umani, come pure di organizzazioni della società civile, ONG, sindacati, artisti, ricercatori e gli accademici dell’Unione.

Scopo della direttiva 2024/1069 è pertanto quello di eliminare gli ostacoli al corretto svolgimento dei procedimenti civili, proteggendo nel contempo le persone fisiche e giuridiche attive nella partecipazione pubblica su questioni di interesse pubblico da procedimenti giudiziari avviati nei loro confronti al solo scopo di dissuaderle dalla partecipazione pubblica, ad esempio mediante l’abuso dell’istituto della querela (cosiddetta querela o lite temeraria) e/o la richiesta di danni per presunte ed inesistenti diffamazioni.

Il tutto tenendo conto che il diritto alla libertà di espressione è un diritto fondamentale che va esercitato con senso di dovere e responsabilità, bilanciando il diritto fondamentale delle persone di ottenere informazioni imparziali, come anche del rispetto del diritto fondamentale di proteggere la propria reputazione, i propri dati personali e la propria vita privata.

La Direttiva SLAPP (UE) 2024/1069, nota come direttiva “anti-bavaglio”, protegge giornalisti, attivisti e difensori dei diritti umani da azioni legali temerarie. Essa consente ai giudici di archiviare rapidamente le cause infondate, obbliga i querelanti a pagare le spese legali e prevede risarcimenti contro gli abusi di potere giudiziario.

Obiettivi e Contesto

  • Scopo: Frenare le cause strategiche tese a bloccare la partecipazione pubblica (Strategic Lawsuits Against Public Participation).
  • Vittime tutelate: Giornalisti, editori, organizzazioni non governative, attivisti e difensori dell’ambiente o dei diritti umani.
  • Natura delle cause: Denunce civili o penali esagerate o infondate, avviate da soggetti potenti (politici o aziende) per intimidire e silenziare le critiche.

Strumenti e Tutele Principali

  • Dismissal precoce: Il giudice può rigettare la domanda in una fase iniziale se manifestamente infondata.
  • Costi a carico del querelante: Chi promuove una SLAPP rischia di pagare tutte le spese processuali e gli onorari degli avvocati della controparte.
  • Risarcimento dei danni: Possibilità di imporre sanzioni o risarcimenti per il danno subito dal bersaglio della causa intimidatoria.
  • Tutela transfrontaliera: Norme specifiche per gestire le cause intentate in Stati membri diversi da quelli in cui risiede l’accusato.

Stato di Attuazione

Il termine fissato per il recepimento della direttiva da parte dei paesi dell’Unione Europea è scaduto a maggio 2026. Diversi governi, incluso quello italiano, affrontano critiche da parte di associazioni come Amnesty International e l’Ordine dei Giornalisti per ritardi o per proposte di recepimento ritenute troppo limitate rispetto agli standard di protezione auspicati.

GZ