Italia paese dei balocchi, l’Eldorado del Bengodi
Spara con un fucile a pallini di piombo e lo lasciano libero: dichiarando che aveva “sparato per divertimento”.
Mi pizzico per sapere se sto sognando o se ho bevuto da astemio.
C’è qualcosa che non quadra, o tutto diventa troppo rotondo se penso male per azzeccarci sempre.
Un bengalese importuna una donna e poco dopo una ragazza di 13 anni. E lo lasciano libero.
Rubano, spacciano, accoltellano etc. le forze di polizia li prendono, stando bene attenti, anzi molto attenti per non essere incriminati, e poi li ritrovano liberi il giorno dopo.
No, così non va bene!
Le borseggiatrici e i borseggiatori, li “beccano” e poco dopo sono nuovamente in strada a delinquere.
Allora cos’è? Come si chiama questo strano modo di fare? Giustizia? Ma dove, in quale altro paese funziona così?
Da nessuna parte, anzi all’estero prima menano o sparano poi ti chiedono come ti chiami e nessuno dice nulla, non c’è chi paga l’avvocato (tutti noi con le tasse) non ci sono i sinistroidi che ti appoggiano e non ci sono nemmeno i buonisti che ti perdonano.
Questo è un Paese del bengodi o se preferite delle banane, dove tutti sanno che intanto non ti fanno niente e lo sanno anche i delinquenti dall’estero come lo testimoniano anche con le interviste sui giornali.
Nei giornali sotto riportati si possono appurare i pensieri dei delinquenti rispetto alle leggi italiane, un momento, chiedo scusa, le leggi ci sono è il rispetto delle leggi che manca del tutto.
Ma allora come mai?
Pensiamo male, ma tanto male, e forse riusciremo a venirne fuori. Vuoi mica che questi disgraziati che delinquono e spacciano, poi foraggiano chi li lascia liberi? Mah! Che dire? Spero proprio di no, ma potrebbe anche essere.
I poveracci che spacciano e rubano nelle borse dei turisti e delle persone in generale, forse no, perché sono solo una manovalanza a perdere e da sfruttare, ma i loro capi quelli in giacca e cravatta, gli insospettabili sono certamente in grado di avere tutti i contatti che ogni teorema malandrino può immaginare e inventare. Non si spiegherebbe un lassismo così insensato se non ci fosse qualcosa di davvero conveniente.
Guardate cosa dicono apertamente sui giornali dell’Italia i malandrotti.
Per chi volesse farsi venire il mal di testa, sotto riportiamo il link di alcuni giornali che hanno raccolto queste testimonianze.
GZ
18 ago 2025 · Negli anni passati, i carabinieri di Cassano d’Adda, in provincia di Milano, hanno arrestato una banda composta da cinque ladri albanesi, tutti tra i 20 e i 26 anni. Il gruppo era accusato di aver commesso 14 furti in abitazioni, 15 furti ai distributori di benzina e 2 rapine in appartamenti. Le indagini erano partite dopo che gli investigatori avevano intercettato una telefonata in cui il capo della gang, un 26enne albanese, convinceva un connazionale a unirsi a loro dicendo: “Vieni in Italia a rubare, non ti succede nulla”.
Secondo il procuratore capo di Bergamo, Walter Mapelli, il capo della banda conosceva bene le leggi italiane. Nelle intercettazioni, l’uomo aveva spiegato: “Qui, se ti prendono, ti fai 24 ore in cella e torni libero”. Mapelli aveva confermato che, in alcuni casi, se un ladro veniva fermato senza aver rubato nulla, poteva essere accusato solo di tentato furto. Questo reato prevede pene ridotte, permettendo ai sospettati di tornare in libertà in breve tempo. Il capo della gang aveva anche detto ai suoi complici: “Ho una fila di persone che vogliono venire”, sfruttando quelle che secondo il procuratore erano lacune nella normativa italiana, dove si mescolano richieste di maggiore severità e misure alternative al carcere.
6 dic 2024 · PORDENONE – «Qui è come rubare in Albania, esce tutto il quartiere». A parlare è uno dei sette albanesi della banda dell’Audi S4 arrestati l’altro ieri in Lombardia, a Sesto San Giovanni, e… etc etc
13 giu 2017 · Era stato arrestato un anno fa, dopo aver tentato di rubare su un’auto in sosta nei pressi del teatro Donizetti. Per questo motivo un albanese di 35 anni è finito a processo in tribunale con l’accusa di tentato furto.
Ma la cosa curiosa di questo procedimento sono le parole che il ladro ha pronunciato: «Sono venuto in Italia a rubare, perché qui da voi è più facile e la maggior parte delle volte non si va in carcere». Una frase che dimostra quanto all’estero sia tenuta in poco conto la disastrata giustizia italiana, tanto che i malviventi scelgono proprio il nostro malmesso Paese per compire furti. E non è la prima volta che un extracomunitario pronuncia simili parole. Era successo qualche anno fa. E allora era stato un tunisino a dire che da loro era molto più difficile delinquere e che le loro carceri erano molto più dure.
Ma torniamo al cittadino albanese. Il 35enne ha candidamente ammesso che era stato un suo connazionale, rientrato in patria dopo qualche anno trascorso in Italia, a spingerlo a raggiungere il Belpaese. «Vai lì, mi aveva detto. È più facile rubare e anche quando ti prendono non si va quasi mai in galera. E comunque le carceri italiane, pur sovraffollate, sono sicuramente meglio delle nostre e anche meno dure. Ed è vero». Il ladro era stato arrestato grazie a un cittadino-segugio. Prima aveva spaccato il vetro di una vettura parcheggiata in centro per rubare dall’abitacolo, ma era finito in manette perché il cittadino lo aveva notato, aveva chiamato le forze dell’ordine e, incurante del possibile pericolo, aveva seguito l’autore del tentato furto fino all’arrivo dei carabinieri. I militari, che si trovavano nelle vicinanze, erano intervenuti immediatamente e, dopo aver ricevuto la segnalazione del cittadino-detective, avevano catturato il malvivente albanese in via Tasso, nelle vicinanze del liceo artistico. Addosso aveva una pinza appuntita, che l’uomo aveva utilizzato per rompere il vetro della macchina. Una volta bloccato dagli investigatori dell’Arma, li aveva apostrofati con tono arrogante e sprezzante: «Tanto in carcere per un furto da voi in Italia non ci va nessuno. Domani sono di nuovo libero».
14 mar 2018 · “Qui, se ti prendono, ti fai 24 ore in cella e torni libero”. Così il capo di una banda di ladri provenienti dall’Albania convinceva i suoi uomini a venire in Italia per delinquere
11 apr 2025 · Le indagini hanno preso avvio da annunci online e da cinque richieste di rilascio attestati per conducenti albanesi senza permesso di soggiorno, presentate da una società italiana. In totale,…
18 dic 2014 · In manette una banda di rapinatori seriali autrice di decine di furti in provincia di Padova. Ma gli albanesi arrestati sanno che saranno presto liberi. “Qui in Italia facciamo quello che…
