Rifugio Pratorotondo nel parco del Beigua
Dopo una settimana di lavoro passare un sabato o una domenica al rifugio Pratorotondo nel cuore del Parco Naturale Regionale del Beigua UNESCO Global Geopark, é consigliato a tutti, sia per la bellezza naturale del posto che per l’aria pulita a oltre 1.000 metri sul livello del mare. Mare che si trova subito al di là del crinale guardando in basso in uno spettacolo unico dal classico ooooohhhh.
Raggiungere il rifugio non è difficile e lungo il tragitto ci sono ancora alcune situazione che vale davvero la pena di vedere.
Partiamo da Sassello o da Ponzone e prendiamo verso Palo per proseguire poi la strada seguendo al bivio a destra verso Pian Paludo, borgo noto per la vacanze del Presidente Pertini.
Da qui appena dopo un centinaio di metri dopo il ristorante Il fungo, che merita una giusta tappa per i buongustai, si prende a destra la strada verso Alberola, ex stazione sciistica degli anni 60/70, per salire verso le torbiere del parco del Beigua opportunamente segnalate.
In particolare a destra ci si può fermare per vedere la torbiera del Laione. Il cartello esplicativo spiega in dettaglio il sistema naturale del sito.
A monte una distesa di grossi massi testimonia l’epoca crioclastica dell’ambiente. Simili distese di grosse pietre se ne possono notare parecchie in tutta la zona.
Appena prima della torbiera a sinistra un cartello indica l’inizio del sentiero per visionare le incisioni rupestri. L’uscita del sentiero si trova più a monte proprio nel bel mezzo delle faggete, altra stupenda visione del luogo.

Un fungo di legno a sinistra di un artista dell’intaglio del legno, informa che siamo quasi arrivati, infatti dopo pochissimi chilometri appare il rifugio Pratorotondo.
Decine se non centinaia di auto ed un numero imprecisato di moto, testimoniano quanto sia conosciuto ed apprezzato questo luogo sia per i suoi paesaggi ameni e straordinari che per la bellezza selvaggia di molti panorami incantevoli e affascinanti.
Arrivati al rifugio prima del parcheggio si è in territorio di Sassello provincia di Savona, a pochi metri nel caseggiato verso il mare si è invece nel comune di Cogoleto in provincia di Genova.
Un ampio e spartano de hors, se il tempo lo permette è un irresistibile invito a restare fuori all’aria aperta, tutto comunque propedeutico al bar a alla sala,, di carattere montano, del ristorante dove ci si può rifocillare come si desidera.

Appena qualche decina di metri oltre il sentiero si può scegliere quale sentiero fare se a destra o a sinistra. Consiglio a sinistra verso il Faiallo dove si possono ammirare, quasi a picco sulla Liguria, i vari borghi che da Cologoletofanno bella mostra di sé verso Genova con il suo aeroporto.
Panorami bellissimi mozzafiato che non si dimenticheranno molto facilmente.
Non scordiamo che al rifugio l’escursionista può fare tappa o terminare, splendide attività outdoor come: escursionismo, nordic walking, podismo e trial running, mountain bike, ciclismo da strada, ciaspolate, raccolta funghi (con apposito tesserino), birdwatching e fotografia e stupende camminate con i nostri amici animali.
Insomma una gita piena di possibilità sportive, significati storici e di musei naturali di rara bellezza, che vale veramente la pena di affrontare, magari con famiglia e figli per conoscere il territorio la sua storia e le sue peculiarità geologiche e naturalistiche.
Gianni Zaccone

(Foto di GZ, Informa)
