Cronaca

Attenti al lupo: non è vero che i lupi non attaccano l’uomo

Attenti al lupo era una canzone di grande successo, uscita nel 1990 dall’intramontabile genio musicale di Lucio Dalla. Adesso è un suggerimento che in molte campagne e purtroppo anche in paesi e città si deve seguire con attenzione.

Si sono riscontrati fatti troppo seri per non prendere responsabilmente in considerazione il rischio di un contatto ravvicinato con il lupo.

Questo predatore di regola evita l’uomo soprattutto quando non ha fame ed è in numero inferiore, ma se le condizioni sono favorevoli a lui è ormai appurato che non disdegna di attaccare e se si trova in branco diventa molto pericoloso.

Durante le passeggiate nei boschi rigeneratrici e benevoli per il nostro sistema circadiano è sempre bene essere preparati ad incontri ravvicinati con questo astuto animale che sa perfettamente, per un istinto atavico, come si deve comportare di fronte agli esseri umani.

L’ultima cronaca è del 10 agosto, riportata dal giornale La Libertà a firma di Nadia Plucani, che riferisce di un lupo saltato addosso a Massimo Caruso a Castel’Arquato nel Piacentino.

L’articolo racconta testuale: “Un lupo mi è saltato addosso mentre stavo chiudendo il garage. Mi ha dato una zampata in faccia. Non mi mollava». È ancora scosso Massimo Caruso, 58 anni, residente nel comune di Castell’Arquato, dopo quanto gli è accaduto nella prima mattina di giovedì scorso nel cortile della sua abitazione, in località Piani Castellani, tra le colline arquatesi.
Caruso racconta di essere stato sorpreso mentre era in ginocchio, intento a chiudere il portone del box. «Ho sentito un rapido movimento, poi ho visto una cosa scura davanti a me e all’improvviso il lupo mi ha steso». L’animale lo avrebbe colpito con una zampa al volto, al collo e a una gamba. Il 58enne è riuscito a liberarsi dopo una concitata reazione. «Gli ho dato un pugno in testa, ma non mi mollava. Poi ho provato con un calcio sotto la pancia e finalmente se n’è andato
”.

Personalmente chi scrive non ha nulla in contrario contro l’esistenza di questo corsaro, che considera molto astuto ed ingegnoso collocandolo tra i primi posti nella scala della predazione sia per la sua intelligenza che per l’organizzazione sociale di tutto rispetto, sviluppatasi grazie ad un’evoluzione meticolosa e selettiva; al contempo ritiene però che considerata la situazione di grande attenzione ormai generalizzata, sia doveroso un monitoraggio preciso e attento sul numero dei branchi di lupi in Italia, affinché si possa definire una strategia di sicurezza per tutti.

Ricordo perfettamente il racconto di un conoscente che parlando di lupi mi aveva riferito l’episodio vissuto dal padre subito dopo la fine dell’ultima guerra. La stagione era quella invernale con neve e ghiaccio ed il genitore all’imbrunire stava portando da mangiare, come faceva di solito, ad alcuni parenti in una casa isolata nella campagna alessandrina. Ad un certo punto lungo il sentiero nel bosco, era stato accerchiato da quattro lupi le cui intenzioni non erano certamente amichevoli. Fortunatamente l’uomo riuscì ad arrampicarsi su un albero dove nonostante il freddo era rimasto tutta la notte. Solo al mattino scese dopo che i quattro animali se n’erano andati.

Erano altri tempi ma le situazioni sono sempre le stesse.

Non è un mistero che nelle frazioni in campagna e in montagna non ci siano quasi più gatti né cani liberi nelle aie, cibo soprattutto per i lupi.

Ultimamente sono quasi giornaliere le notizie riportate dai resoconti dei giornali locali che scrivono di incontri fisici tra adulti e bambini con i lupi, anche gli incontri cruenti ai danni delle greggi e dei bovini, non si contano più. Sono documentati e in continua crescita.

Attenti al lupo oggi non è solo più una canzone.

Gianni Zaccone